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In armonia con quanto stabilito dal Collegio dei docenti si partirà
dagli interessi reali degli allievi, si ridurranno al minimo
indispensabile le informazioni di carattere nozionistico, mentre si
lascerà ampio spazio agli interventi in classe degli studenti per
facilitare in loro lo sviluppo del senso critico.
Si cercherà di far lavorare in gruppo gli alunni, di fargli assumere
decisioni autonome e comprendere i manuali tecnici.
Verranno utilizzati mezzi audiovisivi, libri di testo e non,
software didattico, registratori, quotidiani, riviste e periodici.
Si privilegerà soprattutto il momento del colloquio e della
discussione collettiva, rispetto a quello della lezione frontale e
della classica interrogazione alla cattedra.
Si effettueranno delle verifiche in ingresso, per stabilire il grado
di preparazione delle classi per definire il livello di partenza e
gli obiettivi da raggiungere.
Ove necessario si riprenderanno i concetti delle lezioni degli anni
scolastici precedenti e si faranno collegamenti fra le diverse
discipline del corso per trattare gli argomenti di studio sotto le
diverse forme sia tecniche che linguistiche.
Il Consiglio di ogni classe procederà a tracciare un piano di
intervento specifico per ogni alunno o per gruppi di allievi, in
modo da poter eliminare o attenuare lo svantaggio scolastico e
potenziare le capacità ed abilità.
La valutazione non assumerà solo funzione diagnostica, ma interagirà
col progetto educativo.
Le fasi dell'attività di valutazione sono così determinate:
1) fase dell'accertamento delle condizioni socio-ambientali, delle
risorse, dei bisogni nonché delle abilità di cui sono in possesso
gli alunni;
2) fase dell'osservazione dell'alunno nel suo iter evolutivo avente
lo scopo di fornire informazioni continue circa il modo in cui
l'alunno procede nel processo di apprendimento, nella risposta che
dà alle occasioni educative e cognitive a lui offerte;
3) fase della verifica del raggiungimento del traguardo ipotizzato,
nella quale le due fasi precedenti convergono in una sintesi il più
possibile univoca .
I giudizi sintetici e/o voti di ciascun docente testimonieranno il
livello di apprendimento conseguito dall'alunno nelle diverse
discipline.
La valutazione finale attesterà il livello globale di maturazione
scaturito dall'insieme delle osservazioni iniziali e continue di
tutti i docenti, dall'analisi dei processi di apprendimento e dalle
risposte agli interventi individualizzati.
La valutazione non potrà esimersi dal tenere conto degli obiettivi
finali, i cui risultati potranno però anche essere modesti, legati
come sono al raggiungimento di concrete esigenze.
Per le verifiche di apprendimento si utilizzeranno prove soggettive
e oggettive. Nella valutazione finale delle classi III^, IV^ e V^,
il Consiglio di Classe dovrà commutare la media dei voti delle
discipline dell'anno di corso, esclusa la
materia alternativa alla religione, in un punteggio relativo
al credito scolastico comprensivo del credito formativo.
Il credito formativo consiste in
ogni qualificata esperienza, debitamente documentata, dalla quale
derivino competenze coerenti con il tipo di corso.
Il credito scolastico premia
l'alunno meritevole per l'andamento degli studi.
Per commutare la valutazione finale in punteggio occorrerà fare
riferimento allo schema comparativo allegato al Regolamento emanato
con DPR 23 luglio 1998 n.323
Tabella A (prevista dall'art. 11, comma 2).
Media dei voti
Credito scolastico punti
I anno
II anno III
anno
M = 6
2-3
2-3
4-5
6 < M = 7
3-4
3-4
5-6
7 < M = 8
4-5
4-5
6-7
8 < M = 10
5-6
5-6
7-8
M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio
finale di ciascun anno scolastico.
Il credito scolastico, da attribuire nell'ambito delle bande
d’oscillazione indicate va espresso in numero intero e deve tenere
in considerazione oltre alla media dei voti, anche l'assiduità della
frequenza scolastica, l'interesse e l'impegno nella partecipazione
al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed
eventuali crediti formativi.
All'alunno promosso con debito formativo va attribuito il punteggio
minimo previsto nella relativa banda d’oscillazione della tabella.
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